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The lost symbol / Il simbolo perduto
martedì 26 gennaio 2010

 Ogni tanto mi piace uscire fuori dal seminato e allora, dopo avervi regalato gli indirizzi di Springsteen e Bon Jovi,  mi distolgo nuovamente dai film e vi regalo le locations di quello che per ora è un libro ma presto (si dice 2012) diventerà un film. Mi limiterò a mettere i nomi dei posti, in modo che chi ha già letto il libro capisce che luogo è,  e a chi non lo ha letto non rovino nulla. Evito ovviamente di mettere luoghi ovvi come il Campidoglio che ognuno può trovare con estrema semplicità...per il resto buona ricerca Tongue out

 

 

 

Zona della villa del Dr. Abbadon

 Freedom Plaza

Franklin Square

House of temple

La cattedrale dei Santi Pietro e Paolo

Di quest'ultima location c'è una curiosità, provate, (chi non ha letto il libro ovviamente) a scoprire che cosa hanno in comune questa Cattedrale e Guerre Stellari.... strano accoppiamento vero? beh se eseguite bene la ricerca scoprirete che  hanno in comune una cosa molto importante...

 

 
Todo sobre mi madre / Tutto su mia madre
sabato 16 gennaio 2010

 Forse il più bel film di Almodovar, sicuramente quello che lascia un profondo segno nello spettatore. Magicamente trasporta la vitalità di una città come Barcellona dentro ad un dramma familiare devastante. Chi non ha mai visitato la città spagnola sicuramente verrà attratto e incuriosito da queste ambientazioni, chi c'è già stato (come me) vorrà tornarci per respirare l'allegria che poche città al Mondo riescono a darti. Barcellona è una di quelle-

Ben tre locations vi regalo oggi.

Cliccate qua e    potrete vedere il teatro Tivoli, dove Manuela, la protagonista rivede lo spettacolo che le ha stravolto la vita.

Cliccate qua  e vedrete l'ospedale dove Penelope Cruz fa la visita e di seguito verrà ricoverata

Cliccate qua ed eccovi in piazza Medinaceli dove Penelope Cruz incontra il padre con il cane (scena straziante) e dove Manuela fa conoscere il figlio a Lola...che è il padre...vabbè chi ha visto il film può capire, altrimenti correte a comprarlo perchè merita!!! Ola Cool

 
Profondo Rosso
martedì 08 dicembre 2009

 

 Che dire... un capolavoro del genere non poteva passare inosservato ed infatti eccovi la villa torinese dove sono state girate alcune scene del film. Cliccate qua

Ma non appagato vi regalo anche la locations romana dove potete andare a comprare molti gadget horrorifici :)  Cliccate qua se volete visitare il sito del negozio basta un clic. Il negozio si chiama "Profondo Rosso" e come altrimenti????

 

 

 

 

 

 

Ed infine un ennesima sorpresa, ho intervistato Luigi Cozzi, responsabile del negozio ma anche regista sceneggiatore e scrittore. Ecco l'intervista

-   Ci racconta l’aneddoto dei Beatles che la riguarda?

Lavoravo come collaboratore esterno per “Ciao 2001”, che nel 1969-70 era il
maggior settimanale di musica rock-pop italiano. Pubblicavo articoli che erano come delle
finte interviste con gente come Jimi Hendrix, i Beatles e i Rolling che in
realtà desumevo da vere interviste che leggevo sulle riviste
americane (allora non esisteva Internet). Un giorno trovai su
giornale americano un’intervista
con John e Paul nella quale si capiva che i due avevano ormai punti di vista molto
diversi su varie questioni, ma niente di particolare. Poi
però per riuscire a vendere il pezzo che ne ricavai, scelsi
ovviamente un titolo sensazionale (tipo “I Beatles litigano e si dividono!”)
e drammatizzai un po’ il tutto, giusto per rendere il pezzo più appetibile
da parte del giornale.
“Ciao 2001” lo acquistò e lo mise in copertina sparando grosso un titolo tipo
“I Beatles si separano!”, giusto per vendere qualche copia in più.
Il giornale uscì in edicola il lunedì e il mercoledì arrivò la notizia da
Londra che i Beatles avevano deciso di sciogliersi per davvero:
un’incredibile combinazione! Ovviamente “Ciao 2001” vendette
tantissimo e il direttore mi chiamò e mi assunse in pianta stabile.
Che culo!

-    A quanto pare lei ha una sorta di preveggenza. Infatti Dario Argento lo ha conosciuto quando ancora non era famoso, vero?

 Non sono un mago. Semplicemente, andai al cinema dove era appena
uscito “L’uccello dalle piume di cristallo”, lo trovai bellissimo e capii che
quel film era una specie di rivoluzione nel thriller italiano, così volli
assolutamente conoscere chi l’aveva fatto perché era un genio. Il tempo
poi ha dimostrato che in quel mio giudizio non mi ero sbagliato.
 Siccome fui il primo giornalista che volle incontrare Dario Argento e che
gli disse che quel suo primo film era bellissimo, lui volle approfondire il
rapporto con me e diventammo amici, anche perché avevamo gli
stessi gusti…e scoprimmo anche di essere nati tutti e due lo stesso giorno
dello stesso mese, a 7 anni di distanza l’uno dall’altro (7 è un numero
magico): un’altra incredibile combinazione!
Poi con il tempo quel nostro rapporto è
diventato anche di collaborazione nel lavoro.

-   Come nasce il film “Quattro mosche di velluto grigio” ?

 4 MOSCHE nasce dalla nostra amicizia. Dario aveva già in mente il titolo
Di quel suo terzo film, ma gli mancava la storia. Chiese a me di collaborare
con lui a crearla e ci abbiamo lavorato per almeno 6 mesi..

-   Dove è stato girato il film?

 Il film è stato girato a Torino per gli esterni, a Milano per le scene nella
Metropolitana (perché allora era l’unica metropolitana esistente in Italia) e il
resto a Roma, all’Eur (la villa) e nei teatri di posa della De Paolis.

-  Tra i diversi film che ha girato c’è anche un “Hercules” con Lou Ferrigno, il mitico Hulk. Come è arrivato ad avere lui per il suo film?

 Prima di HERCULES ho fatto STARCRASH, che in America ha incassato
molto ed è diventato popolare. Per questo la Cannon/MGM mi ha fatto subito
il contratto per fare un altro grosso film e così è nato HERCULES: Ferrigno adorava
Steve Reeves e quindi voleva fare lui Hercules a tutti i costi, e così
l’accordo con lui si è fatto. Facile facile.

-  Secondo lei è giusta la catalogazione dei film di serie A o serie B? Molti film di serie B sono molto belli e ben riusciti, perché catalogarli e relegarli a ruolo minore?

 La catalogazione di A e B deriva da un meccanismo produttivo americano che qui in
Italia, come al solito, pochi conoscono: di tipo A sono
i film nei quali gli studio investono una grossa cifra e che quindi noleggiano ai cinema solo
in percentuale sull’incasso. B sono i film di basso costo che gli studios invece danno ai cinema a
prezzo  fisso e non a percentuale, per la doppia programmazione che dagli anni Trenta
alla fine dei Cinquanta è stata la regola negli Usa.
In Italia oggi si intende come A un film importante e come B il film con il culo nudo della Gloria
Guida o d’azione con Milian. Ma questa è una distinzione che il tempo distrugge. Quando passano gli anni,
la gente non ricorda più che quel film è di tipo A e quell’altro di tipo B: quando passa il
tempo, rimangono solo i film validi e basta. Di tanti film oggi ritenuti di serie A,
tra qualche anno non si ricorderà più nessuno, e viceversa
lo stesso vale per certe pellicole oggi giudicate di serie B.
Il tempo è il sovrano, è il tempo che decide, non la critica.

- Pensa che Tarantino abbia dato un nuovo input ai film di serie B?

Tarantino fa grandi film e basta. Di sicuro ha fatto molta buona
pubblicità per il cinema italiano oggi ritenuto minore ma che tra
qualche anno sarà l’unico che resterà, mentre tutto o quasi il cosiddetto
“cinema importante” di oggi finirà nel bidone dei rifiuti.

-  Ci racconta qualche aneddoto divertente della sua carriera?

Oh, cielo! Cose buffe succedono sempre, e davvero non saprei quale
Indicare: sono troppe…

   -  Se lei dovesse girare un nuovo film oggi, che soggetto vorrebbe usare?

Cercherei qualcosa di complesso o di estremamente semplice. A me
Piacciono le sfide. Insomma, fareiqualcosa che gli altri non fanno oppure farei
qualcosa che gli altri fanno ma facendolo in un  modo molto differente.
Secondo lei quale è la location più azzeccata nella storia del cinema?
Qui proprio non so che cosa dire. Anche perché c’è
Talmente tanta roba notevole nella storia del cinema…

Concludiamo qua e grazie ancora a Luigi Cozzi per la sua gentilezza...ora chissà...proviamo a vedere se ci risponde anche il maestro Dario Argento Embarassed

 


 
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